La Favola più azzurra che ci sia: Lavezzi e Cavani stendono il Chelsea di Villas Boas. 3-1 da gestire allo Stamford Bridge, ma la storia ricorderà quest’impresa

“Se puoi sognarlo, puoi farlo” citava Walt Disney, il più grande fumettista,animatore, imprenditore e cineasta statunitense. Oggi 22 Febbraio 2012, più che mai, come dargli torto?! Ha tutto il sapore di una favola, quella che sta vivendo Napoli dopo aver sconfitto, ieri, i Blues di Roman Abramovich. Una favola che, scritta con pazienza pagina per pagina, sembra avvicinarsi sempre più ad un lieto fine. Altro che principi, gli eroi partenopei sono più azzurri di quelli delle fiabe. Magari con qualche tatuaggio di troppo e la barba bella folta che non li rende poi così incantevoli, ma la loro principessa li ama più che mai: Napoli aspetta ogni volta il bacio giusto per risvegliarsi. Anche ieri è arrivato. Non uno, bensì tre, che rendono tutto ancor più magico. Tre gol che valgono la storia.

Il ritorno non sarà certo facile, gli inglesi hanno voglia di rivalsa e tra le mura di casa sapranno come gestire la partita, ma la concentrazione e la voglia di far bene degli uomini di Mazzarri non di certo mancheranno, anzi. L’euforia post-gol ha mandato in delirio il popolo partenopeo che ieri riempiva il San Paolo. L’atmosfera da brividi che si respirava a Fuorigrotta non è facile da descrivere, ma anche chi era davanti ad una tv è riuscito a percepire lo sprint che i circa 45.000 hanno dato alla loro squadra, per tutti e 90 i minuti di gioco. Basta riascoltare l’urlo “The Champions” che ogni volta mette la pelle d’oca agli stessi giocatori. E’ un’emozione che si trasforma in carica. La paura di sbagliare che tramuta in voglia di far bene e regalare emozioni, perchè un popolo così se le merita tutte. Ieri l’ennesima dimostrazione che il Napoli sta facendo bene e che quel posto guadagnato in Europa, che si è sudato dopo anni di sacrifici, lo merita tutto. Una squadra compatta e abbastanza matura da vincere anche contro qualcosa che va storto. Dopo i primi 25′ di gioco, in cui il Napoli ha stretto i denti e dato da subito l’impressione di volersela giocare tutta, dopo le occasioni di Cavani e Maggio in cui il mastodontico Cech è intervenuto prima con un piede e poi con un leggero tocco di mano, ecco servita agli avversari la palla per il vantaggio. A pasticciare è Cannavaro, il capitano che forse ci ha sempre creduto più di tutti, che stavolta colpisce la palla di stinco e invece di allontanarla dalla propria aria di rigore la spedisce direttamente tra i piedi di Mata, che non ci pensa due volte e la piazza nell’angolino basso alla destra di De Sanctis. Per un attimo il panico. Si respira quasi un’aria di incredulità e quando la testa non c’è, si sa, nemmeno il fisico fa la sua parte. Napoli in 10, vista la momentanea assenza di Camapgnaro, fuori dal terreno di gioco per farsi medicare in seguito ad uno scontro con Drogba, rischia di incassare il secondo gol, con un De Sanctis smarrito che, su calcio d’angolo, esce a vuoto e si fa anticipare dalla testa di David Luiz, che per fortuna non centra la porta. Serve concentrazione, il pubblico si fa sentire e il Napoli torna a fare la partita. Ci pensa lui a pareggiare i conti, lo scugnizzo napoletano venuto dalla lontana Argentina. Il Pocho Lavezzi, che si è fatto attendere per lasciare il segno in Europa, ma questa volta il gol l’ha cercato come non mai. Un gol da dedicare al suo erede, il piccolo Tomas. Un gol da condividere sul suo nuovo Official Web-site, per dare ai suoi fan la possibilità di poter rivivere ogni volta una gioia infinita. Un gol che avrebbe avuto un peso tutt’altro che leggero. Sotto porta non è mai stato bravo, ma dai 20 metri, su perfetto assist del Matador Cavani, non perdona. Nulla da fare per Cech, che si distende ma non ci arriva. Bassa e potente, la palla arriva lì dove era puntata. Trema il San Paolo, dalle curve alla tribuna. Chissà se Mazzarri, fuori per squalifica, è riuscito a godersi lo spettacolo da una posizione privilegiata, ma sicuramente avrà gradito il tocco perfetto di quell’uomo che è l’anima della squadra. Danze riaperte e testa nuovamente sulle spalle. Meglio non rischiare troppo e alzare i ritmi, perchè il Napoli migliore è quello che non si ferma. Scatta Hamsik che arretra per Campagnaro, il pallone finisce tra i piedi di Inler che alza la testa e scorge Cavani in agguato. Assist perfetto, difesa che lascia scorrere ed ecco a sorpresa sbucare il bomber azzurro. Pressato da Ivanovic, che solo alla fine capisce le sue intenzioni, il matador colpisce di spalla e sorprende Cech. Questo è il calcio, questo vuol dire crederci. Non aspetta un minuto di più per correre ad “abbracciare” i suoi tifosi che quasi non credono ai loro occhi. Finisce così il primo tempo, con il Napoli in vantaggio e Frustalupi pronto a motivare i suoi per i secondi 45′. Si torna in campo tra gli applausi. La stanchezza stavolta non si fa ancora sentire, prevale invece la ricerca del terzo gol. E’ il nono minuto della ripresa quando Cavani ruba palla sulla tre quarti avversaria, serve Lavezzi che solo davanti a Cech di sinistro manda a lato. Ora è il Chelsea che invece prende coraggio. La classe del grande club viene sempre fuori. La palla scorre veloce tra i piedi dei Blues che però non si rendono abbastanza pericolosi. Solo per un attimo De Sanctis rischia di trovarsi solo davanti a Drogba, che ruba il passo a Cannavaro e, su assist di Maoluda, si avvia verso la porta.

Perfetto Aronica che lo anticipa e manda fuori in calcio d’angolo. Poi è di nuovo il momento del Napoli che su un lancio lungo partito dalla linea difensiva, alimenta un azione d’attacco. Un rimpallo con David Luiz favorisce il Matador che arriva a pochi passi da Cech ma preferisce servire il Pocho, che come un fulmine ha tagliato tutto il campo. La prima doppietta in Europa per Lavezzi, che sicuramente ricorderà questa sera come una delle più importanti della sua vita. L’urlo che vale più di mille parole è dei due protagonisti, che per una volta si sono invertiti i ruoli: Cavani assist-man e Lavezzi goleador.

Un abbraccio che fa crollare curva e distinti, mentre la voce dei tifosi va via con quella dei loro beniamini. Frustalupi decide di schierare Dzemaili al posto del Pocho, tutt’altro che stanco e ancora fantasioso e affamato di gol, ma meglio dare freschezza al centrocampo. Villas Boas non getta la spugna, un altro gol dei suoi faciliterebbe l’incontro del ritorno, ma nulla da fare, anzi è il Napoli a mancare il quarto gol che avrebbe chiuso la questione qualificazione in tempi anticipati. Hamsik inventa, Cavani non ci arriva e lascia scorrere verso Maggio, che colpisce in modo debole e la palla viene fermata poco prima di varcare la linea della porta. Carballo fischia, il match p giunto ormai alla fine. Applausi, cori e standing ovation per gli azzurri che non festeggiano in anticipo, ma si godono una vittoria che ha il sapore di storia, perchè quei quarti non sono poi così lontani, o almeno si spera. Avanti Napoli, “Yes We Can” ripete Auriemma, crederci è lecito. Scriviamo un’altra pagina di Favola Azzurra.

Articolo ideato e realizzato da Francesca Di Vito

Pubblicato il 23 febbraio 2012, in Calcio con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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